{"id":1554,"date":"2016-03-02T16:12:40","date_gmt":"2016-03-02T16:12:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bforever.net\/uncategorized\/la-trasparenza-dei-diamanti-di-marcello-manna\/"},"modified":"2016-03-02T16:12:40","modified_gmt":"2016-03-02T16:12:40","slug":"la-trasparenza-dei-diamanti-di-marcello-manna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bforever.net\/it\/leditoriale\/la-trasparenza-dei-diamanti-di-marcello-manna\/","title":{"rendered":"La trasparenza dei diamanti. Di Marcello Manna"},"content":{"rendered":"<p>La trasparenza dei diamanti.<\/p>\n<p>La materia prima pi\u00f9 preziosa e pi\u00f9 trasparente al mondo ha avuto, fino ad oggi, il suo punto di forza proprio nella non-trasparenza e nell\u2019asimmetria informativa. Punto di \u201cforza\u201d per chi possedeva le conoscenze necessarie per estrarre, trasformare e commercializzare il prodotto; punto di \u201cdebolezza\u201d per gli operatori meno accorti e per i consumatori finali.<\/p>\n<p>Ricorderete tutti la celebre campagna pubblicitaria \u201cun diamante \u00e8 per sempre\u201d della De Beers che fin dal lontano 1948 campeggia sui media di tutto il mondo per promuovere la conoscenza del prodotto e la sua diffusione. La De Beers pens\u00f2 di costringere l\u2019intera filiera a prepararsi per soddisfare la domanda di qualit\u00e0 proveniente dal pubblico stimolato dal famoso slogan.<\/p>\n<p>Nel dopoguerra, come oggi, il problema risiedeva, innanzitutto, nell\u2019incompetenza e l\u2019impreparazione degli addetti ai lavori che, non conoscendo adeguatamente i diamanti, non riuscivano a venderli. Non \u00e8 inconsueto imbattersi, purtroppo ancora oggi, imbattersi in commercianti e gioiellieri al dettaglio che non distinguono un fondo di bottiglia da un prezioso diamante!<\/p>\n<p>Dopo il 1990 arrivarono dagli USA le analisi gemmologiche, i cosiddetti \u201ccertificati\u201d che rivoluzionarono il modo di selezionare e vendere i diamanti: non pi\u00f9 a lotti, ma per singoli pezzi ed eventualmente sigillati per maggiore sicurezza del cliente. I criteri, per attribuire un valore ad un diamante tagliato, furono definiti nel 1953\u00a0dal\u00a0GIA (Gemological Institute of America)\u00a0che ancora oggi attribuisce il titolo accademico pi\u00f9 prestigioso al mondo in campo gemmologico di\u00a0Graduate Gemologist\u00a0di cui il sottoscritto \u00e8 orgogliosamente insignito. Il GIA \u00e8 un ente di formazione senza fine di lucro e fu fondato nel 1931 a Los Angeles dal gioielliere Mr. Shipley con i propri risparmi, che riteneva assurdo che i gioiellieri non avessero le conoscenze di base per riconoscere e valutare le pietre preziose.<\/p>\n<p>Un\u2019analisi gemmologica deve fare riferimento agli standard di classificazione internazionali introdotti dal GIA che possono essere sintetizzati nelle famose 4 \u201cC\u201d: <strong>CUT<\/strong> (Taglio), <strong>CLARITY<\/strong> (Purezza), <strong>COLOR<\/strong> (Color) e <strong>CARAT<\/strong> (Peso).<\/p>\n<p>L\u2019analisi gemmologica detta certificato di un diamante non \u00e8 una stima, ma \u00e8 un mezzo per permettere ad un professionista di arrivare ad una stima e svolge le funzioni simili ad giudizio di un\u2019agenzia di rating. Quindi, avviso importante per chi acquista un gioiello oppure una gemma ai fini d\u2019investimento, l\u2019analisi gemmologica o certificato deve essere autorevole e riconosciuta a livello internazionale, altrimenti nel momento in cui si dovesse decidere di rivendere il proprio diamante o la propria gemma, potrebbe avere qualche sgradita sorpresa.<\/p>\n<p>La conoscenza e la trasparenza non dovevano rimanere ideali astratti in un\u2019industria che muoveva tanto denaro. A questo scopo, nel 2002 fu sottoscritto \u2013 sotto l\u2019egida dell\u2019ONU \u2013 il Kimberley Process Scheme, un accordo tra i maggiori paesi coinvolti nella produzione e nel commercio di diamanti per salvaguardare le condizioni di lavoro dei lavoratori nei luoghi di produzione e preservare il commercio da pericolose infiltrazioni di traffici illeciti.<\/p>\n<p>Se il primo tassello della genuinit\u00e0 e della legittimit\u00e0 del prodotto potevano essere raggiunti in qualche modo con la consegna al cliente del certificato, rimaneva la questione del prezzo: dove si trova il prezzo dei diamanti? Nel 1970, Martin Rapaport ebbe la geniale intuizione, su cui ha creato un impero, di formalizzare quello che avveniva tutti i giorni nelle sale degli scambi delle 3 Diamond Exchange pi\u00f9 importanti dell\u2019epoca: Anversa, Tel Aviv e New York. Fino a quel giorno i prezzi erano ricavati dal mercato locale e quindi quello che era vero ad Anversa, non corrispondeva a New York.<\/p>\n<p>Il problema, di non facile soluzione, era come codificare il prezzo delle circa 16.000 qualit\u00e0 brevettate dalla De Beers e renderlo uno strumento facilmente consultabile?<\/p>\n<p>Dopo qualche anno trov\u00f2 il sistema e, da allora, ogni gioved\u00ec pomeriggio tutta l\u2019industria dei diamanti attende di leggere la \u201clista\u201d (<strong>Rapaport Diamond Report<\/strong>) per comprare e vendere i propri diamanti. Questo listino non \u00e8 pubblico, ma \u00e8 riservato agli addetti ai lavori che sottoscrivono il servizio.<\/p>\n<p>Questo piccolo monopolio del mondo dell\u2019informazione nel settore dei diamanti subisce continui attacchi nell\u2019era internet, ma non nei riguardi di Rapaport, ma di chi lo nasconde. Se ci sono, infatti, diversi tentativi di fare concorrenza al listino Rapaport o di imitarlo per scardinare il suo potere, la conseguenza pi\u00f9 clamorosa sta avvenendo a favore del grande pubblico. Se il consumatore finale entrasse in possesso di questo listino, riuscirebbe ad ottenere la seconda chiave per la determinazione del prezzo dei diamanti, quindi, coloro che approfittano ancora oggi di questo elemento di non conoscenza del cliente, si troveranno ben presto a bocca asciutta, anzi, a tasche vuote. Ben presto perch\u00e9 esistono aziende, come la nostra, che vendono da tempo diamanti di ogni tipo direttamente al grande pubblico ai prezzi di listino Rapaport. Quindi, quando trattate un diamante chiedete sempre con quale differenza vi viene offerto rispetto al listino Rapaport corrente, cos\u00ec da valutare la convenienza dell\u2019acquisto. Molti operatori del grande mercato dei gioielli fanno parte di un mondo che non esiste pi\u00f9 ed, ammetterlo, sarebbe il primo passo per passare dal deprimente concetto di \u201ccrisi\u201d a quello pi\u00f9 positivo di \u201ccambiamento\u201d. E\u2019 notizia di questi giorni che la De Beers ha inaugurato il servizio \u2013 per il momento limitato agli USA \u2013 per la vendita dei diamanti usati a quotazioni di mercato.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 uno di quei paesi dove il listino ufficiale dei diamanti \u00e8 quasi sconosciuto agli acquirenti di gioielli con diamanti ed \u00e8 il solo paese al mondo dove i diamanti sono venduti anche in banca,\u00a0in maniera poco professionale e molto aggressiva nei confronti dei gioiellieri dettaglianti.<\/p>\n<p>L\u2019inevitabile uscita dal mercato degli operatori inefficienti che producono e\/o vendono senza realizzare utili, favorir\u00e0 la nascita di un mercato pi\u00f9 efficiente con margini adeguati per gli operatori che resisteranno. Questo processo di rinnovamento, grazie ad internet, continua e oggi tutto sembra andare nella direzione giusta della trasparenza sia nelle transazioni commerciali sia nella contabilit\u00e0 per rispettare la rigida normativa riservata agli operatori del mercato dei diamanti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La trasparenza dei diamanti. La materia prima pi\u00f9 preziosa e pi\u00f9 trasparente al mondo ha avuto, fino ad oggi, il suo punto di forza proprio nella non-trasparenza e nell\u2019asimmetria informativa. 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